Il concetto di salute nello shiatsu

Si è sempre avvertita l'esigenza di inquadrare I rapporti fra Shiatsu e salute. A questo proposito ho individuato un brano di Shizuto Masunaga tratto da Zen Imagery Exercises in cui viene chiarito il significato di salute (health in inglese), e della sua derivazione da heal (curare), a sua volta proveniente da hale (robusto, vigoroso). Entrambi I termini presentano una certa affinità con whole (totale, integro) e wholesome (sano, benefico).

Esisterebbe quindi un rapporto diretto fra salute e totalità e in quest'ottica collocherei il grande significato dello Shiatsu che si rivolge:

  1. non a singoli sintomi, ma alla totalità del corpo/mente di un particolare paziente;
  2. non a qualsiasi paziente ma a quel paziente ed a quello soltanto in quel preciso momento.

Masunaga pone inoltre a confronto I due principali sistemi sanitari di oggi, quello occidentale e quello orientale. Egli afferma che, se nel sistema occidentale predomina un'idea di salute dove una persona rinforza le proprie difese contro la malattia e la morte cercando di conservare la propria forza, nel sistema orientale assume invece fondamentale importanza l'attitudine ed il comportamento del'uomo nei confronti della Natura. A questo proposito egli cita il Nei Ching (Classico della Medicina Interna) dove si ritrovano indicazioni da seguire per sviluppare uno stile di vita armonico. Masunaga prosegue esaminando l'ideogramma giapponese di salute che è composto di due parti:

A conclusione del suo discorso, Masunaga riporta un motto dell' I Ching dove si dice: "La via del cielo è la rettitudine"; si noti che uprightness (rettitudine), oltre ad avere una connotazione morale, significa anche stare eretti.

Che fra Shiatsu e salute esista un intimo rapporto, mi pare scontato, visto che tutti noi conosciamo benissimo l'effetto integrante e totale che lo Shiatsu produce, facendoci sentire in vita ed in forze, con nuove energie a disposizione per affrontare l'esistenza.

Quali limiti allo Shiatsu?

Prima di discutere di limiti dello shiatsu è opportuno investigare alcuni elementi spesso trascurati, gli elementi, cioè, della moralità e della osservazione della realtà totale del momento presente.

Abbiamo parlato in precedenza dell'importanza di un comportamento armonico in rapporto alle leggi della Natura, di un comportamento che definisco morale, pur consapevole dell'ambiguità che tale parola assume nel linguaggio corrente, purtroppo impregnata di connotazione venate di senso di colpa e di peccato.

Direi che, all'interno di un discorso sullo Shiatsu, il termine moralità dovrebbe invece essere ricondotto alla sua accezione originale, e cioè di regole di comportamento dettate con l'unico fine di assicurare benessere e felicità all'essere umano.

A questo proposito, vorrei chiarire come alcuni comportamenti volti ad assicurare la sopravvivenza e, quindi, il benessere sono istintivi e come tali non hanno bisogno di venire appresi attraverso particolari regole. Per esempio, ho fame, quindi mangio, semplicemente perché il mio corpo me lo dice, e quindi provo benessere.

Il problema nasce quando la decisione su quale comportamento adottare entra in un particolare tipo di conflitto, di cui il caso più semplice è dato dal privilegiare un interesse immediato a scapito di uno futuro; tanto per mantenere l'esempio dell'alimentazione, ho fame e mangio in quantità smodata, o mi nutro consumando abitualmente cibi gustosi ma malsani: al piacere immediato che provo oggi si contrapporrà il malessere di una indigestione domani (nel caso di quantità smodata) o di una cirrosi in età matura (cibi malsani).

In questo testo, userò quindi il termine morale e moralità unicamente nel senso di comportamento armonico in relazione alle leggi della natura e non secondo il senso correntemente in uso. Un comportamento morale adeguato e armonico che includa una dieta appropriata, condizioni di vita sane ed un approccio positivo alla vita sono le condizioni irrinunciabili per una applicazione efficace dello Shiatsu.

In apertura abbiamo anche parlato de significato di totalità del corpo/mente e della necessità di riferire lo Shiatsu alla particolare realtà del momento presente. Ciò significa che lo Shiatsu avviene attraverso l'osservazione della totalità di un particolare insieme di corpo/mente in un preciso momento; in altre parole non esiste Shiatsu senza un'osservazione attenta e corretta; e nemmeno se, pur con la massima attenzione, ci si limita ad osservare solo particolari aspetti del paziente.

Il modo in cui l'osservazione della totalità del presente si manifesta nello Shiatsu trova la sua sintesi nel contatto. Il contatto ci riporta a memorie primordiali ed ' l'espressione fondamentale per ritrovare in primo luogo noi stessi ed in secondo luogo, per recuperare il rapporto sociale, che in questa epoca è particolarmente complesso, difficile e, spesso, alienato.

Questo contatto avviene attraverso la pressione, che è uno dei grandi modi in cui la Natura provoca I sui cambi (per esempio, la pressione atmosferica). Possiamo quindi facilmente capire come siamo in possesso di una fra le più potenti tecniche mai immaginate dall'uomo. La pressione, affinata dalle regole della perpendicolarità, della stabilità e, nello stile Iokai, del sostegno, produce cambi nelle statiche del corpo, ristabilendo in modo corretto lo scorrere dei meridiani. Visti nella logica cinese di un'immagine acquatica come dei fiumi, I meridiani sono flussi di energia della vita, non esistenti nella materia inerte. Per questo l'operatore, attraverso la sua sensibilità (percezione) e la sua disciplina (studio) è in grado di percepire che un corpo è ammalato prima che si ammali materialmente; e anche di percepire, prima che il ricevente stesso se ne accorga, quando il corpo/mente è già guarito.

Nello Shiatsu l'operatore agisce in due modi:

  1. come uno specchio
  2. fermando il mondo

Quando io eseguo correttamente la mia arte, secondo lo stato in cui il ricevente si trova, induco in lui diverse risposte (calmante, tonificante, gioiosa, a volte soporifera, ecc.), ma c'è solo una grande legge che governa tutto ciò e cioè che lo Shiatsu specchia l'altro senza mediazioni di nessuna sorta, senza nessun compromesso.

Il ricevente si specchia com'è e non come gli altri lo descrivono o come descrive se stesso. Vedere I fenomeni come essi sono e non come ce li immaginiamo è una cosa che solo l'uomo può fare e che, in questo mondo, è l'erede dei soffi di cielo e terra. Wang, l'uomo nobile, alto ed eretto.

Osservare è quindi il grande atto Shiatsu, senza preconcetti e pregiudizi, distinguendo senza distinguere ciò che è da ciò che non è. Nell'atto terapeutico operatore e ricevente sono una cosa unica, come I due poli della pila, in cui se ne mancasse uno non si potrebbe produrre il fenomeno magnetico.

Ed anche nell'incontro Shiatsu, l'operatore, con la sua funzione positiva di forza agente, conserva contemporaneamente una funzione negativa nella sua capacità di ascolto dell'altro. Il ricevente che, d'altro canto, è il polo passivo, diventa attivo rimettendo il suo corpo/mente in ordine.

Il rapporto tra operatore e ricevente trova una valida esemplificazione nel simbolo della Yin Yang in cui sono raffigurati due pesci, uno bianco e uno nero, che si rincorrono e, all'interno di ciascuno di essi, due palline di colore opposto.

Ognuno dei due pesci conserva all'interno di se stesso la possibilità di trasformarsi nell'altro e di far sì che la sua forza rimanga tale prima di ogni trasformazione.

Nell'affermare che lo Shiatsu ferma il mondo, atto che ho definito come una scoperta del presente, intendo dire che l'unico e vero tempo del ricevente è il presente. Non esistono neanche in questo caso mediazioni di sorta e tutta la sua vita, rinchiusa nella moltitudine di molecole e cellule del suo corpo, sfila di fronte ai suoi occhi (interni) nell'immediatezza del presente. Il ricevente vive così I suoi attimi di presenza e consapevolezza che reintegrano il suo Io diviso e lo portano a percepire il mondo come un fluire continuo incessante e naturale.

La comprensione attraverso il corpo/mente/spirito che il mondo è un fenomeno in trasformazione, del quale l'uomo fa parte e che sol il prendervi parte è l'unico vero compito umano, può essere raggiunta anche attraverso lo Shiatsu che è un'arte che aiuta in questo cammino esplorando la sofferenza, lenendola, e accettandola infine come parte utile e inevitabile della vita.

In quest'ultima parte abbiamo esaminato il rapporto fra Shiatsu e moralità, totalità del corpo/mente o integrità, e osservazione, riconducendoli ad un'universale legge di cambio, di trasformazione. Per quando riguarda I limiti dello Shiatsu, posso pensare che esso non abbia limiti se coordinato ad una moralità, virtù in senso taoista che mi collega al mio microcosmo e al macrocosmo e che mi fa percepire tutto in senso sottile e cangiante, a patto che I principi sopra enunciati siano rispettati.

Se però scollego il Te dal Tao, cioè la Virtù dalla Via, allora I miei risultati saranno discontinui e incostanti e farò forse meglio a cominciare a far statistiche per vedere quanto questa tecnica sia valida per curare le malattie. Non voglio disconoscere il valore della ricerca statistica, a patto di comprenderne I limiti intrinseci, ma è necessario che sia sempre chiaro che stiamo lavorando con la Natura e con le sue leggi e non contro la Natura per appropriarcene e vincolarla al nostro volere.

Yvonne Muraglia